Imparare il cinese: cultura — Unità 5

Il dialogo dell'Unità 5 riguarda le nazionalità e le lingue. È l'occasione per capire come i Cinesi chiamano il loro paese, come si costruiscono i nomi dei paesi in cinese, e per scoprire l'uso della forma di cortesia nín.


1. Le diverse parole per parlare della Cina

In italiano abbiamo una sola parola: «la Cina». In cinese ne esistono diverse, ciascuna con una sfumatura differente:

Si incontra anche:

  • 中华 Zhōnghuá — «lo splendore del mezzo». Termine più letterario e solenne, usato nel nome ufficiale della Repubblica popolare cinese: 中华人民共和国 Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó.
  • huá — spesso usato per designare i Cinesi d'oltremare (华人 huárén) o la cultura cinese in generale.

Infine, la parola comune per dire «paese» in cinese è 国家 guójiā. Questa parola è composta da guó (paese, Stato) e da jiā (famiglia, focolare). «Paese» si dice quindi letteralmente «Stato-famiglia». Non è un caso: nella cultura cinese, il paese è percepito come un'estensione della famiglia. Così come si è leali e devoti verso la propria famiglia, lo si è verso il proprio paese.

Questo legame affettivo tra la nazione e la famiglia spiega l'orgoglio e l'attaccamento che molti Cinesi provano verso il loro paese. Spiega anche una domanda che gli Occidentali in Cina sentono molto spesso:

Questa domanda, posta con un misto di curiosità e di orgoglio, è molto comune. Può sorprendere un italiano — è difficile immaginare di chiedere a un turista cinese a Roma: «Le piace l'Italia?». Ma in Cina è un gesto naturale: ti si accoglie nella «grande famiglia» e si spera che tu ti senta a tuo agio.


2. I diversi nomi della lingua cinese

La lingua cinese stessa porta diversi nomi, e la differenza tra loro non è solo una questione di vocabolario — riflette la storia linguistica della Cina:

Questo termine ha una portata storica particolare. Per millenni, la Cina è stata un paese di grande diversità linguistica: gli abitanti di regioni diverse parlavano — e parlano ancora — lingue orali reciprocamente incomprensibili (cantonese, wu, min, hakka, ecc.). Ma tutti condividevano una lingua scritta comune : il 文言 wényán, o «cinese classico».

Il 文言 era una lingua puramente scritta, usata nell'amministrazione, nella letteratura, nella filosofia e negli scambi ufficiali. Un letterato di Canton e un letterato di Pechino non si capivano all'orale, ma potevano comunicare senza difficoltà per iscritto grazie al 文言. È questa lingua scritta condivisa che ha assicurato l'unità culturale della Cina attraverso i secoli.

Il termine 中文 rinvia quindi a questa realtà: la lingua di tutta la Cina, quella che trascende le differenze orali regionali attraverso lo scritto. Oggi, 中文 designa in modo generale la lingua cinese nel suo insieme (scritta e orale).

Si incontra anche:

  • 普通话 Pǔtōnghuà — la «lingua comune», cioè il mandarino standard. È la lingua ufficiale insegnata nelle scuole e usata nei media. È stata promossa nel XX secolo per unificare la comunicazione orale in tutto il paese.
  • 汉字 Hànzì — i «caratteri degli Han», cioè i caratteri cinesi stessi.

3. Come si costruiscono i nomi dei paesi in cinese?

I nomi dei paesi in cinese sono trascrizioni puramente fonetiche. Il procedimento è il seguente: si scelgono caratteri cinesi la cui pronuncia si avvicina al nome originale del paese, poi si contrae questa trascrizione conservando spesso solo il primo carattere, al quale si aggiunge guó (paese).

Attenzione, non tutti i nomi di paese seguono questo modello. Il Giappone si dice 日本 Rìběn («origine del sole»), che è una traduzione del senso e non una trascrizione fonetica. La Spagna si dice 西班牙 Xībānyá (trascrizione fonetica completa, senza contrazione con ).

Per esprimere la nazionalità, si aggiunge semplicemente rén (persona) dopo il nome del paese:
中国人 un cinese, 法国人 un francese, 美国人 un americano.


4. L'uso di nín

Nel dialogo, Bai Xue usa nín per rivolgersi al professor Li: 您是中国人吗? — «È cinese?»

è la forma rispettosa di (tu). Si usa per esprimere rispetto verso il proprio interlocutore, in particolare:

  • verso le persone anziane ;
  • verso le superiori gerarchici (professore, capo, ecc.);
  • nei contesti formali (incontro ufficiale, commercio, servizio);
  • verso le sconosciuti per cortesia.

Il carattere è composto da (tu) sormontato da (cuore). Si rivolge quindi un «tu» con il cuore — una bella immagine del rispetto nella lingua cinese.